Il Festival
Una volta Cary Grant disse che la più bella esperienza possibile era andare al Radio City, un cinema di New York che conteneva 6.500 persone e sentire 6500 persone che ridono tutte insieme. Seimila e cinquecento polmoni che deflagrano all’unisono, migliaia di cuori che pulsano con vigore.
Il Teatro Antico di Taormina, scavato nella roccia a partire dal VII secolo poteva contenere fino a quasi 19mila persone. Quanta gente ha riso o pianto o urlato in quello spazio da allora (in epoca romana ha ospitato anche spettacoli di gladiatori)? E’ stato, negli ultimi 50 anni, una delle più belle location che un festival di cinema abbia mai potuto sognare.
Che cinema immaginare in uno spazio del genere che, ancor prima che un film ci venga proiettato, sembra appartenere ad un film.
L’idea del 58esimo TaorminaFilmFest è che uno spazio del genere pretenda che si ritorni al cinema come spettacolo primordiale: fatto di risate. E di paura. Che ne è del cinema, insomma, oggi?
Non esiste, oggi, un festival che esplori seriamente la commedia – quando è l’unico genere che dagli Stati Uniti alla Francia, dall’Inghilterra alle Filippine, dall’Italia alla Norvegia, riesca a ricomporre il grande pubblico del cinema, quello al di sotto dei venti anni e quello al di sopra dei ’50 (ci sarà una vetrina che cercherà di decomporre con lo spettro del critico, tutti i colori della commedia). Ma ci saranno anche degli horror che ci ricordano quanto dobbiamo al cinema per averci fatto conoscere fino in fondo le nostre paure, con il non secondario effetto di non subirne materialmente le cause.
Dunque, un festival fatto del massimo di sexy allegria (e di paura), il logaritmo più radicale del cinema: in ogni caso, chiunque verrà al festival potrà incontrare, dal vivo, grandi autori, volti nuovi messi in luce dalla “golden age” dei serial tv, autori/attori che hanno tenuto in piedi buona parte del cinema italiano degli ultimi anni, grandissime attrici che hanno reso memorabili le commedie, grandi autori italiani che parleranno dei loro film in fase di edizione. E molto, molto altro ancora.

Mario Sesti
Direttore Editoriale