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18/06/2011 - Elia Suleiman premio Fondazione Roma Mediterraneo
“Le vessazioni subite dai palestinesi possono fungere da insegnamento per le popolazioni oppresse di tutto il mondo”. Lo ha affermato il regista, originario di Nazaret, Elia Suleiman, nell’incontro con la stampa che si è svolto al Palazzo dei Congressi. Il cineasta, tra l’altro, ha fatto parte, qualche anno fa, della giuria al “Festival di Cannes” e lo scorso anno, è uscito il suo ultimo film “Il tempo che ci rimane”. A questo personaggio del mondo cinematografico internazionale è andato il premio “Fondazione Roma-Mediterraneo Award per il Dialogo tra le Culture”. “Tale riconoscimento -ha affermato“Emmanuele Francesco Maria Emanuele,. presidente della Fondazione - è stata una scelta scevra da motivi di natura politica”. Soddisfazione è stata espressa dallo stesso Suleiman per questo premio.”Quella che sto vivendo è certamente un’ esperienza sensazionale. Fa piacere quando si è apprezzati per il proprio lavoro”. Suleiman si è soffermato anche a parlare del cinema palestinese. “Quando si vuole fare una disanima del cinema nella mia terra – ha raccontato – è importante parlare anche di geopolitica. Della striscia segnata, cioè, che in determinati momenti ha rappresentato confine. A seconda di queste varie localizzazioni la produzione è diversa”. Ma dalla Palestina potrebbe nascere una speranza. “Un tempo Israele e Palestina erano una sorta di problema locale. Con la globalizzazione tale questione è diventata una sorta di microcosma di quello che accade in tutto il mondo”.