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18/06/2011 - Master Class Joann Sfar
“Il Gatto del Rabbino viene dai miei fumetti, a volte disegno per 5 minuti, a volte ho bisogno di ore”: il regista francese Joann Sfar ha aperto così la master class di oggi, che ha avuto luogo nella Sala Fondazione Roma Mediterraneo del Palazzo dei congressi. Ieri, nella stessa sala, era stata proiettata la sua pellicola. “Il mio gatto non crede in Dio – ha proseguito il regista – ma vuole solo stare con la sua padroncina. Ogni volta che nella mia vita c’è qualcosa di tragico, guardo il mio gatto e mi tranquillizzo, perché vedo che lui se ne infischia. Il film? Avevamo bisogno di un buon motivo per girarne uno d’animazione. Ci sono dei momenti in queste pellicole in cui si riconosce la mano dell’autore. Ecco, io cercavo proprio questo e credo di esserci riuscito. Durante il film, ho criticato tutte le forme di razzismo. Molti dicono che l’Islam sia una religione diversa, ma questo io non lo accetto”. Uno studente gli chiede a cosa si ispira e Sfar risponde: “Io disegno dopo aver osservato attentamente la natura, ma la cinepresa, in linea generale, non rappresenta mai in fondo la realtà. Io, tra l’altro, non voglio insegnare nulla e mi preoccuperei se qualche regista avesse questo obiettivo”. Prima di chiudere, gli chiedono di Taormina: “E’ stata un’ottima idea visitare questa splendida cittadina – ha concluso il regista – adesso posso tornare a casa soddisfatto, dopo aver ammirato le tante bellezze del territorio”.