Area Stampa > News
18/06/2010 - Cristiana Capotondi e Francesco Scianna protagonisti dell'ultima lezione di cinema di
Cristiana Capotondi e Francesco Scianna protagonisti dell'ultima lezione di cinema di "Campus Taormina" che, assieme alla "Master Class", é stata la sezione più importante della 56esima edizione del Taormina Film Fest. Il "Campus Taormina" é nato nel 2008 da un'idea del direttore artistico del festival, Deborah Young, con l’obiettivo di riportare il giovane pubblico al festival attraverso una serie di incontri quotidiani con giovani attori, registi, produttori ed operatori del mondo cinematografico. Un traguardo più che raggiunto anche nel 2010, convogliando a Taormina oltre 800 giovani studenti universitari e di cinema provenienti da tutta Italia e dall’estero. L'incontro odierno, moderato da un impeccabile Luca Calvani, presentatore d’eccezione di tutti i Campus e delle serate al Teatro Antico, ha visto protagonista assieme al bravissimo attore siciliano Francesco Scianna, la dolce Cristiana Capotondi, giunta al Festival anche per presentare, nell'ambito del "Concorso Mediterranea", la proiezione in anteprima del film “Dalla vita in poi”, romantica ed interessante opera prima diretta da Gianfrancesco Lazotti con Cristiana Capotondi, Filippo Nigro e Nicoletta Romanoff. La Capotondi é un habitué di Taormina che, come dice, é davvero un angolo di paradiso. Anche Sciarra, da buon palermitano, ha espresso molta felicità per essere presente a Taormina fra i tanti giovani del Campus. Si é trattato ancora una volta di una vera e propria lezione di cinema, durante la quale Scianna e la Capotondi hanno raccontato molte esperienze, dagli albori delle loro carriere ormai affermate. "Leggo molti libri e quotidiani - ha detto Cristina Capotondi - ma preferisco le biografie perché é proprio lì che si scoprono i veri personaggi". Scianna, che ha iniziato il percorso cinematografico con Cristina Comencini, ha regalato alla gremita sala del Palacongressi di Taormina molti insegnamenti sul metodo e sulle tecniche di recitazione apprese a sua volta da grandi registi come Tornatore e Placido. Alla domanda posta loro da Luca Calvani "ogni regista ha un modo diverso di dirigere, quali sono i metodi che voi preferite?" Cristina Capotondi ha risposto che alcuni, addirittura, le dicevano dove rivolgere lo sguardo alla fine di quella precisa parola. “Io mi trovo molto in sintonia - ha detto la Capotondi - con Fausto Brizzi, con il quale arrivo sul set come se avessi già fatto i compiti a casa. Per interpretare Sissi, invece, ho fatto tre mesi di doppiaggio diretta da Tonino Accolla, di assolutamente apprezzato e condiviso il metodo". Francesco Scianna ha detto, invece, che per abbandonarsi ad un regista ha bisogno di sapere, di leggere sceneggiature, di ricevere direttive dettagliate. " Mentre Michele Placido ti prepara prima di arrivare sul set, Tornatore non anticipa molto e ti dirige man mano che si avanza con le scene". Un'altra domanda di Calvani: "come affrontate i no che vi dicono ed i no che dite voi?" La Capotondi crede che i no che si dicono, magari, si dicono perché quella storia o quel personaggio non sono compatibili con il tuo essere. Quelli che si ricevono - spiega - servono a formarsi. E quest’anno, ad esempio, Cristina ha ricevuto un no da Ferzan Ozpetek. Scianna ha raccontato alla sala che il primo no ricevuto é stato a causa di problemi di coproduzione. "Devo molto a quel no - ha detto - perché ho capito di dover ridimensionare tutto, dall'atteggiamento al modo di presentarmi ai casting. Da lì - ha concluso Scianna - ho affrontato meglio i no sapendo che si trattava solo della naturale attesa del si". Infine, rispondendo ad una domanda del pubblico, sia la Capotondi che Scianna hanno detto che in futuro vorrebbero fare anche i registi. "Ci vuole grande calma, serenità, una bella storia - ha detto Cristina Capotondi - ma soprattutto bisogna essere affiancati da grandi maestri". "Dopo l'esperienza con Tornatore - ha detto invece Francesco Scianna - ho fatto un cortometraggio, a mio parere brutto, ma mi piace aiutare gli altri a trovare un modo per tirar fuori le cose".