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Tutta la vita davanti

Regia Paolo Virzì
Nazione Italia, 2018 - 117'
In proiezione il 08/07/2017 alle 12.00
Palazzo dei Congressi
Sinossi
Tutta la vita davanti (2008) è un film diretto da Paolo Virzì, liberamente ispirato al libro Il mondo deve sapere di Michela Murgia. Si tratta di una commedia agrodolce sul precariato raccontata attraverso il mondo dei call center. Dopo una laurea trionfale in filosofia teoretica, Marta riesce a trovar lavoro solo come telefonista nel call-center della Multiple Italia, un’azienda che commercializza un moderno elettrodomestico. Questa ragazza colta, curiosa, gentile e taciturna si avventura così in un mondo per lei sconosciuto e fantasmagorico di giovani esultanti telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. All’inizio scopre con sorpresa che il clima da scuola elementare di quel lavoretto, con la capo-telefonista nei panni della maestra ora indulgente ora severa, e la serena incoscienza delle compagne di lavoro, le regalano un inatteso buon umore, man mano, però che passa il tempo si rende conto che dietro la facciata allegra, da villaggio vacanze, di quel luogo di lavoro, si cela la violenza inquietante dell’abuso, del plagio e dello sfruttamento di tante ragazze e ragazzi inconsapevoli.

Interpreti
Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Massimo Ghini

Biografia del Regista
Figlio di un carabiniere siciliano e di madre livornese, dopo aver trascorso l'infanzia a Torino (abitando prima nel quartiere Santa Rita e poi a Mirafiori Nord, dove frequenta la scuola elementare Leone Sinigaglia in via Gorizia con la maestra Laura Merana[1]), cresce nel quartiere popolare livornese delle Sorgenti, coltivando sin da piccolo la passione per la letteratura. Tra i suoi scrittori più amati vi sono Mark Twain e Charles Dickens, padri di quel romanzo di formazione che servirà da modello per le sue future sceneggiature.

Durante l'adolescenza recita, dirige e scrive testi teatrali in un paio di filodrammatiche livornesi. In seguito stringe un sodalizio artistico con l'ex compagno di liceo Francesco Bruni, che diventerà negli anni successivi il suo cosceneggiatore di fiducia. Frequenta per qualche tempo la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa e gira alcuni lungometraggi e cortometraggi. Quindi lascia Livorno per Roma, "andando in città", come vent'anni dopo farà la giovane protagonista di Caterina va in città.

Nella capitale frequenta il corso di sceneggiatura del Centro sperimentale di cinematografia, dove si diploma nel 1987. Tra i suoi insegnanti ci sono Gianni Amelio e Furio Scarpelli. L'incontro con quest'ultimo sarà decisivo: Scarpelli diventa infatti il suo maestro e la sua guida. Con lui collabora alla sceneggiatura di Tempo di uccidere (1989) di Giuliano Montaldo, tratto dal romanzo di Ennio Flaiano. Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta, Virzì dà il proprio contributo alle sceneggiature di Turné (1990) di Gabriele Salvatores, Condominio (1991) di Felice Farina e Centro storico (1992) di Roberto Giannarelli. Lavora con lo scrittore napoletano Raffaele La Capria ad un film-tv diretto da Alberto Negrin, adattamento di Una questione privata di Beppe Fenoglio.