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La divina Dolzedia

Regia Aurelio Grimaldi
Nazione Italia, 2017 - 82'
In proiezione il 09/07/2017 alle 18.00
Palazzo dei Congressi
Sinossi
Protagonista assoluta è Guia Jelo nel ruolo di un’anziana prostituta che continua ad avere un discreto novero di clienti, di tutte le età e provenienze. è famosa in tutta la Sicilia per la sua pratica segreta dello “gnicche gnacche”, capace di dare “u’ paradisu” ai fortunati che la ricevono. Nella sua casa piena di ricordi, opere d’arte di raffinata fattura, suppellettili pseudoreligiose e “ferri del mestiere”, si alternano numerose figure attratte dalla sua così bizzarra e generosa umanità. Dolzedia incontra prima tre giovani, che litigano per farsi fare lo gnicche gnacche; poi la sua collega Susy (Francesca Ferro) con cui si lancia in improbabili disquisizioni sull’erotismo dei più famosi politici; poi un professore appassionato del marchese de Sade (Tuccio Musumeci), poi un suo vecchio cliente (Mario Opinato) che le porta dei ragazzi per scongiurare il “pericolo” che uno dei due sia “puppo”; ed infine la consulente del tribunale per i minori, sua ricca ed annoiata amica romana (Simona Izzo), depressa perché abbandonata dal suo amante catanese, e desiderosa di seguirne le orme… In serata giunge una visita a sorpresa: la figlia (Maria Chiara Pappalardo) che non vedeva da tanto tempo. Nel film, a momenti tipicamente comici, si alternano follie, allegrie, rinfacci, e quadri culturali particolarmente intensi dove la scatenatissima Dolzedia recita pezzi classici tratti da Dante (in siciliano al professor Musumeci) o da Jacopone da Todi (alla fremente Simona Izzo).

Interpreti
Guia Ielo

Biografia del Regista
Aurelio Grimaldi (Modica, 22 novembre 1957) è uno scrittore, regista e sceneggiatore italiano.
Maestro elementare, negli anni ottanta incominciò a scrivere varie opere letterarie tra cui Mery per sempre scritta nella sua amata Luino, da cui Marco Risi ricaverà un film nel 1988. Dopo il successo del film Grimaldi, che aveva partecipato alla realizzazione della sceneggiatura, si avvicinò sempre più al mondo del cinema scrivendo nel 1990 il soggetto della pellicola Ragazzi fuori, diretta dallo stesso Risi. Nel 1992 realizzò la sua prima opera da regista, La discesa di Aclà a Floristella, che venne presentata al Festival del cinema di Venezia. Con il successivo La ribelle (1993, con Penélope Cruz) ebbe l'opportunità di affacciarsi al Festival di Locarno ma la consacrazione avvenne nel 1994 con Le buttane, opera tratta da un suo libro che venne presentata al Festival di Cannes e che vinse il premio della critica al Festival di Rotterdam. Le scene esterne della pellicola sono state girate a Palermo e Termini Imerese.

Ammiratore di Pier Paolo Pasolini, Grimaldi gli ha dedicato tre opere: Nerolio (1996); Rosa Funzeca (2002) ed il film Un mondo d'amore. Ancora sceneggiatore (collaborò tra gli altri con Damiano Damiani e Tinto Brass), nel 1998 il cineasta siciliano puntò sull'erotismo ne Il macellaio, film-scandalo che, pur non avendo molto successo, consacrò la sua protagonista Alba Parietti a sex symbol dello spettacolo italiano. è forse in seguito a questo film che Grimaldi viene definito dall'organizzatore cinematografico siciliano Enzo Castagna come «un regista e scrittore sporcone» in un'intervista contenuta nel documentario Enzo, domani a Palermo!

Dopo La donna lupo (1999), definito da alcuni come «un porno sul tema dell'emancipazione sessuale femminile». Grimaldi invertì la tendenza negativa con la tenera commedia Iris (2001). Nel 2003 gira Un mondo d'amore, un film dedicato alla biografia di Pier Paolo Pasolini prima del suo trasferimento a Roma. Nel film, il giovane insegnante di letteratura Pasolini viene accusato di aver circuito tre ragazzi minorenni per fini sessuali. Dopo questo fatto viene cacciato dalla scuola, dal partito comunista e praticamente da casa (il tutto senza nessun processo a suo carico). Quindi decide di partire con la madre alla volta di Roma.

Nel 2004 recita da protagonista nella pellicola comica Ladri di barzellette. Nello stesso anno ha avviato le riprese di tre film, da 90 minuti ciascuno, sulla prigionia del presidente Moro, intitolata, appunto, Trilogia Aldo Moro, girati in Inghilterra e con Roshan Seth (attore indiano conosciuto per pellicole come Gandhi e Indiana Jones e il tempio maledetto), come interprete dello statista democristiano. In base alle informazioni tratte da Cineuropa, il film ha avuto problemi di post-produzione che ne avrebbero impedito la diffusione nelle sale o la pubblicazione mediante supporti digitali. Il lungo travaglio di quest'opera si è concluso nel 2008. Dal progetto iniziale di 270' è stato ricavato un film di 86' dal titolo Se sarà luce, sarà bellissimo distribuito sul mercato solo in supporto digitale.

L'anno successivo esce L'educazione sentimentale di Eugénie, ultima sua fatica cinematografica, in cui il regista torna sul tema erotico seppur in un film in costume ambientato nel XVIII secolo dove si avverte un legame stilistico con il periodo "boccaccesco" di Pasolini sebbene in questo caso il riferimento assoluto sia De Sade. L'attività cinematografica di Grimaldi non ha precluso la continuazione della sua carriera letteraria: Nfernu veru (1985), Storia di Enza (1991), Palermo che muore Palermo che nasce (1994) e I Violanti (1995) sono gli ultimi volumi pubblicati.