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Valentino: the last emperor

Regia Matt Tyrnauer
Nazione
In proiezione il 28/05/2010 alle 21.30
Sinossi
Valentino: the last emperor, diretto da Matt Tyrnauer, è un film che porta lo spettatore nel mondo singolare di uno degli uomini più famosi d’Italia: Valentino Garavani.
Il film documenta l’ultimo atto, colorito e sensazionale, della celeberrima carriera di Valentino; racconta la storia della sua vita straordinaria dando la possibilità di accedere esclusivamente e per la prima volta al vero Valentino e al suo entourage. Il film è stato in produzione dal giugno 2005 al luglio 2007, ed è stato girato con oltre 250 ore di metraggio.
“Siamo stati ammessi nel circolo più interno, ma abbiamo dovuto pazientare molto, praticamente trasferirci lì, per riuscire veramente a catturare i momenti veramente speciali” dice Tyrnauer. “Valentino è circondato da una famiglia strettissima di amici e impiegati, ma alla fine hanno abbassato la guardia, dimenticando che c’era una troupe cinematografica nella stanza.”

L’entità della richezza e la sofisticatezza del suo stile di vita in generale lo mettono sullo stesso piano di un imperatore, un re, una regina. è un mondo fatto di ville, castelli, yacht, arte, e tesori di porcellana Meissen.

Valentino: the last emperor osserva una vita regale dall’interno, ma il film non è semplicemente una storia superficiale di glamour. è la saga di una famiglia – anche se non tradizionale – e una meditazione sul processo creativo. è anche la storia di uno stile di vita che sarà presto dimenticato col tramonto dell’alta moda.

è anche, nelle parole del compagno e socio di sempre di Valentino, Giancarlo Giammetti, “non una storia di moda o soldi: è una storia d’amore”.

Conoscere Valentino è anche conoscere Giancarlo Giammetti, considerato ampiamente uno dei businessmen pù brillanti della sua generazione in Italia, e certamente una delle icone del mondo nella storia della moda. Lui e Valentino sono stati amanti all’inizio degli anni ’60, e hanno finito per essere soci in affari e, con grande ambizione e talento, hanno costruito un fashion business miliardario dal nulla.

La trama del film segue gli ultimi due anni di Valentino alla guida della casa di moda da lui creata. Ancora all’apice dopo 45 anni, lo stilista ha cominciato con solo un sogno. Bambino della classe media in una piccola città alle porte di Milano, Valentino ha riconosciuto presto la sua vocazione: vestire le star di Hollywood che vedeva nel cinema di paese dove andava accompagnato dalla sorella. Il suo talento per la moda si è rivelato all’inizio – come la sua volontà di ferro. Dopo la scuola esigeva che la madre lo portasse dalle donne che lavoravano a maglia, per avere i maglioni fatti per lui su suoi modelli.

A 17 anni è partito alla volta di Parigi ed ha lavorato come apprendista come altri ambiziosi futuri couturier (tra cui Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld).
Viveva in una soffitta di Parigi, ma disegnava vestiti fantasiosi ed elaborati (Lana Turner fu la sua maggiore ispiratrice), e poi un giorno decise di provare da solo. All’istante fu riconosciuto dalle signore dall’alta società come un prodigio nel campo dell’haute couture. Dopo un certo periodo a Parigi, portò il suo talento Roma (che allora era una capitale della moda tanto quanto Parigi) e cominciò un’avventura senza uguali. Al tempo c’erano centinaia di nomi a Roma nell’alta moda. Oggi c’è solo Valentino.

La telecamera, mentre segue il processo creativo che vede Valentino portare alle sfilate di Parigi un’intera collezione di alta moda, cattura la relazione straordinaria tra Valentino e Giammetti. Avendo accesso al mondo privato dei nostri due protagonisti, vediamo come si amano profondamente, ma anche come litigano con ugual passione – in tre lingue: italiano, francese, inglese.

I due uomini, non solo hanno cambiato il mondo della moda, hanno anche ridefinito l’idea di famiglia, costruendo un’elaborata corte di molti amici e impiegati leali, che li aiutano a portere avanti la loro operazione complessiva, prevedendo con attenzione quale attrice porterà quale vestito sul tappeto rosso la notte degli Oscar.

La telecamera guarda i movimenti interni di questa mirabile famiglia nomade, che si muove, tutti insieme, tra i posti in cui Valentino e Giammetti hanno le loro case: Roma, Parigi, Londra, Gstaad, la Toscana, e New York. D’estate attraversano il Mediterraneo a bordo dello yacht di 46 metri, il TM Blue One.

Il film comincia nel backstage delle sfilate di prêt-à-porter a Parigi nel febbraio 2007, nella collezione primavera, nel momento in cui le speculazioni dei media sul ritiro di Valentino e sui suoi possibili successori cominciano a crescere e a farsi sentire. Le voci si diffondono tra i suoi dipendenti e una valanga di emozioni prende gli impiegati di sempre – il loro futuro diventa incerto quanto quello di Valentino stesso.

Un flash-back ci riporta indietro di un anno e raggiungiamo Valentino nel suo studio, mentre disegna gli elaborati vestiti che l’hanno reso famoso assieme alle decine di sarte – molte delle quali hanno lavorato per lui 35 anni o più – che portano materialmente in vita le sue visioni nei tre atelier del suo quartier generale romano.
Ci sono molti momenti drammatici perchè tutti si affrettano e si adoprano a finire la collezione in tempo per lo show di Parigi.

In questo primo atto incontriamo Giancarlo Giammetti, compagno di Valentino e suo socio in affari da 50 anni. La relazione Valentino-Giammetti è ricca e straordinaria, e la telecamera ne cattura gli alti e bassi, i momenti di tenerezza e i litigi. I due sono il complemento perfetto l’uno dell’altro. Valentino porta la sua visione creativa ma, e le parole sono le sue, è “un disastro in tutto il resto.” Giammetti porta la sua acutezza nel business e gli si riconosce di aver costruito il nome e l’impero Valentino. Mentre Valentino era concentrato sulla sua arte, Giammetti era occupato a inventare il moderno business della moda, spianando la strada alle campagne pubblicitarie globali, all’idea di marca e di licenza che hanno per sempre cambiato l’industria.

Quarantacinque anni, e molti milioni di dollari dopo, Valentino non ha dimenticato il ruolo di Giammetti nella sua vita e carriera. Nell’accettare la Legion d’Onore francese per il suo contributo all’arte e alla cultura, Valentino offre un raro e commosso tributo al suo compagno di una vita “che mi è stato vicino in tutti questi anni”. Matteo Marzotto, presidente del Valentino Fashion Group, e la cui famiglia compra la maggioranza delle azioni del gruppo nel 2002, ammette: “Non credo he Valentino sarebbe stato lo stesso senza Giancarlo. Neanche mezzo, neanche un terzo.
… da quanto dura la loro relazione? 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno, per 50 anni. Insomma, una cosa unica. E non si può neanche dire che sia per soldi, per il potere, per cosa?”

Membri dall’alta società e dei salotti che orbitano intorno a Valentino entrano ed escono dalla narrativa del film. Personaggi celebri, membri di famiglie reali, esponenti del bel mondo convengono a una festa elaboratissima che Valentino fa nel suo castello del 1600, il Château Wideville, fuori Parigi. Alla maniera di, assistiamo all’evento da due prospettive parallele. “Di sotto”, le preparazioni elaborate di una moltitudine di chef, maggiordomi, camerieri, servitori. “Di sopra” la folla si mescola in saloni opulenti, nobili gomito a gomito con star hollywoodiane e della moda, camerieri che devono farsi strada tra la gente. è un circo fantastico e una collisione tra mondi – Hollywood, l’aristocrazia europea, potenti dell’est, mogli di capi di stato, nuovi ricchi . La musica di Nino Rota si snoda con eleganza, e talvolta ironia, facendo da colonna sonora al film.

Fin dall’inizio del film, il futuro di Valentino è in bilico. “Il mio futuro – veramente non so che succederà. Sono confuso. Vivo giorno per giorno” dice a un certo punto. Giancarlo ammette che non è un momento facile: “Devi scegliere tra continuare fino alla fine, o fino a che qualcuno ti dice, ‘Adesso ci serve qualcun altro’. O tu decidi di andartene – è un passo difficile.”

In agguato all’orizzonte c’è una scomoda necessità: rimane pochissimo spazio prezioso per Valentino – che ha mostrato ai suoi clienti come vivere secondo il suo esempio – nell’industria della moda odierna, governata dal profitto, e in cui corporation e branding dettano legge. “Il mercato ci domanda di fare cose diverse,” dice Matteo Marzotto. “Così dobbiamo evolvere. In questo consiste il lavoro, cambiare, avere nuove idee”.

Nel maggio 2007, la famiglia Marzotto ha cominciato a vendere le sue azioni di maggioranza alla compagnia di private equity Permira, ma Matteo è rimasto presidente della compagnia. Matteo dice, “Non sono certo che Valentino sia disposto a cambiare il suo stile, dopo tanti anni.” Ma Valentino ribatte: “Dopo tutti questi decenni, dopo tanto lavoro, dopo tanta libertà, ti immagini io che accetto che qualcuna mi dica ‘questo non puoi farlo, quello non puoi farlo’? Me li mangerei in un boccone!

Anche se il loro futuro è incerto, Giammetti ha avuto l’idea grandiosa: perchè non lanciare il più grande evento di moda mai realizzato per rimarcare tutti i successi di Valentino e assicuragli un posto nel firmamento della moda? Nel giugno 2007 Valentino e Giammetti hanno annunciato una possibile festa-avvenimento di tre giorni per celebrare il loro 45esimo anniversario nella moda. Il terzo atto del film li segue mentre ideano e progettano l’evento che include la presentazione della collezione estate di Valentino (a Roma per la prima volta dopo 30 anni), una retrospettiva del lavoro dello stilista all’Ara Pacis, una serata black tie con ballo a Villa Borghese, e uno spettacolare gala al Tempio di Venere con vista sul Colosseo e con tanto di fuochi d’artificio e modelle volanti.
(Alcuni hanno stimato che le celebrazioni siano costate più di 20 milioni di dollari.) Più di qualcuno insinuava che il 45esimo anniversario fosse il canto del cigno per Valentino e Giancarlo, e la telecamera cattura molte di quelle emozioni, e anche qualche sorpresa.

Nel frattempo, sullo sfondo, Permira continua l’acquisizione della compagnia. “Il mondo della moda oggi è molto molto diverso” dice Giancarlo. “Se c'è un motivo per cui un giorno Valentino dovrà smettere, è questo… Questo non è un mondo fatto per lui.”
All’inizio di settembre 2007, due mesi dopo le feste del 45esimo anniversario, Valentino ha annunciato il suo ritiro.

“Valentino è l’ultimo dei grandi couturiers ad avere ancora il suo nome sulla sua compagnia, e ad avere il pieno controllo creativo. è anche un genio del design e un esempio di italiano – una sorta di tesoro nazionale, come il Verdi dell’alta moda,” dice Tyrnauer.
Ha vissuto la dolce vita al massimo, ben oltre la fine della stessa, ed ora, finalmente, con la sua uscita di scena, giunge la fine di un’era, la chiusura di un capitolo pieno di colore nella storia di Roma e della moda in generale.”

Valentino: the last emperor è molto più di un film di moda. è il ritratto di una straordinaria unione, la più lunga che ci sia mai stata nel mondo della moda, e la storia sensazionale di un Maestro che si trova all’ultimo atto della sua celebratissima carriera.

Interpreti
Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti

Biografia del Regista
Matt Tyrnauer è nato a Los Angeles e ha studiato film alla Wesleyan University di Middletown in Connecticut. Da sedici anni lavora come editor e scrittore per Vanity Fair, dove è corrispondente straordinario. Tra i suoi articoli: la storia di Martha Stewart (l’articolo dopo l’arresto, dell’agosto 2005, e il profilo del 2001), Valentino Garavani, Siegfried e Roy, Tommy Hilfiger, Philippe Starck, Frank Gehry, il pioniere dell’architettura ecocompatibile William McDonough, il produttore Robert Evans, l’attore Greg Kinnear, e lo scrittore Bret Easton Ellis.
Questo è il primo film di Tyrnauer, ma il cinema – all’università – e la Storia del Cinema, sono da tempo parte della sua vita. La sua infanzia e scuola elementare sono state caratterizzate dal continuo contatto con i film. Suo padre era uno scrittore e produttore di successo per la TV, e tra i programmi che ha scritto ricordiamo “Colombo,” “The Virginian” e “Murder, She Wrote” (che ha anche prodotto).
Tyrnauer ha frequentato la Crossroads School a Los Angeles, dove il programma accademico è stato tra i primi in America a incorporare con serietà studi di cinema fin dalle medie. Così ha potuto conoscere Fellini, Antonioni, Godard, Rossellini, Bresson e molti altri da piccolo.
Alla Wesleyan University, ha studiato col professore di Cinema Joseph W. Reed, uno dei primi e più affermati a diffondere gli studi di Cinema Americano. Tyrnauer ha assistito Reed nelle sue ricerche sui Maestri americani John Ford, Howard Hawks, Michael Curtiz e Robert Aldrich. La tesi di laurea di Tyrnauer consisteva in un’analisi approfondita dei film di Robert Aldrich, il suo regista preferito.
La carriera giornalistica di Tyrnauer è cominciata a Spy Magazine. Graydon Carter, uno dei fondatori di Spy, lo assunse in seguito per scrivere per lui quando egli divenne editor per il New York Observer. Nel 1992 Tyrnauer si occupò dell’edizione speciale del New York Observer in occasione della Convention democratica a New York. Sempre nel ’92 Tyrnauer seguì Carter a Vanity Fair, dove ha lavorato fino ad oggi come Editor-at-Large e autore di articoli importanti. Vive a New York.