Presentazione libro "Le parole di Tornatore"

Insignito del premio Oscar per il miglior film straniero per Nuovo cinema Paradiso, Tornatore non ha mai smesso di far parlare di sé nel bene e nel male, e con l’ultima sua opera, La sconosciuta, ha sollevato critiche e riflessioni accese, volte a determinare la sua effettiva, e controversa, designazione di regista autoriale. La sconosciuta ha vinto ora il prestigioso Nastro d’Argento 2007 e il Festival di Taormina ha deciso di dedicare al regista bagherese una retrospettiva completa, che comprenderà le sue diverse produzioni, anche documentaristiche e pubblicitarie. In questo clima di rinnovato interesse verso l’opera tornatoriana, un volume appena dato alle stampe ha il pregio di affrontare la sua figura attraverso un’analisi rigorosamente teorica. “Le parole di Tornatore” a cura di Federico Giordano (Città del Sole Edizioni) sarà presentato durante il prossimo Taormina Film Fest, alla presenza dello stesso regista, venerdì 22 giugno alle ore 11.00. «Tornatore - sostiene il curatore Federico Giordano - è un autore che funziona al vaglio della “teoria”, è un autore denso, che, negli accordi e nei disaccordi, riesce a parlare alla teoria e la teoria è in grado di esprimersi attraverso di esso. È un autore che, nonostante la sua esibita “inattualità”, la sua predilezione per “il grande cinema”, le “grandi narrazioni”, il “grande spettacolo”, parla alla contemporaneità, si serve delle categorie che quest’ultima ci ha fornito. Ma le rimastica e le ripone, per poi farle riemergere quando si pensa che le abbia abbandonate». Il testo compie un’ampia ricognizione utilizzando nuclei tematici e nodi concettuali ben definiti, non necessariamente legati tra loro, ma con l’obiettivo di aprire ad una visione d’insieme dell’opera tornatoriana. L’approccio di fondo della raccolta di saggi vuole essere l’esplicita affermazione dell’ampia e densa fecondità teorica del regista, fino ad ora non debitamente riconosciutagli, attraverso uno strumento in grado di svincolarsi dai limiti e dagli stereotipi che sembrano affliggerla, in particolar modo da parte della più vasta critica italiana. I testi qui raccolti sono opera di giovani studiosi del cinema, collaboratori di importanti Università italiane, che affrontano via via elementi del cinema tornatoriano come la Sicilia, la memoria, gli aspetti psicanalitici, il soggetto, i generi cinematografici, le figure femminili, la fotografia, i riferimenti filosofici, l’architettura e il paesaggio. È importante sottolineare la diversità e la molteplicità degli approcci dei saggi che hanno l’obiettivo di osservare Tornatore da differenti punti di vista, come attraverso un prisma capace di coglierne tutte le sfaccettature. Il testo si conclude con la pubblicazione della inedita Lezione di scrittura cinematografica: un’analisi de La sconosciuta, tenuta da Giuseppe Tornatore alla Cineteca di Bologna lo scorso aprile. Si tratta di un intervento di eccezionale valore che illustra la genesi di uno dei suoi film più controversi e interessanti e illustra il metodo di lavoro e l’estrema complessità del regista. Le parole di Tornatore - scheda «Se la critica non è in grado - come sembra non essere in grado - di definire il cinema di Giuseppe Tornatore, - sostiene il prof. Roy Menarini, dell’Università di Bologna, autore della prefazione al volume - è giusto che il compito si trasferisca all’analisi. Analisi teorica, analisi metodologica, e sguardo critico ad essa mescolato: questo sembra il lavoro che si prefigge il prezioso volume curato da Federico Giordano. Tornatore è l’unico nostro cineasta che pensa in grande, parla in grande, rappresenta in grande. Si espone, per questo, a rischi altrettanto cospicui. Le parole di Tornatore è dunque un libro che colma un vuoto. Il punto di forza, su cui ruotano i saggi che seguono, è dato dall’intenzione di martellare teoricamente il cinema di Tornatore da tutti i punti sensibili. Si tratta di un assedio critico/interpretativo, l’unico modo realmente proficuo per affrontare l’opera di un regista imprendibile, spiazzante e per certi versi contraddittorio». Il libro compie una “mappatura” delle questioni tornatoriane, senza avere la pretesa di esaurirle, ma segnalando la centralità di quelle individuate, ed è così articolato: Il retore e il nomoteta di Federico Giordano - saggio introduttivo sulla figura del regista. Nòstos/Sud di Federico Giordano - si occupa del “ritorno” e della sua dimensione sul recupero paesaggistico dei luoghi del Sud, in particolare ne L’uomo delle stelle e ne La leggenda del pianista. Figur/Azione di Angelita Fiore - tratta della questione dell’“immagine”, dell’architettura dello sguardo, partendo dalle fotografie di Tornatore, e dalla “regia” del percorso espositivo del Museo Alinari di Firenze. Perturbante di Maurizio Buquicchio - attraverso la lettura deleuziana dell’”immagine-pulsione”, “affetto degenerato”, o “azione embrionata” che si sviluppa attraverso i “Mondi Originari”e le “Pulsioni Primarie”, indaga sul rimosso e sul suo riaffiorare ne La sconosciuta e in Una pura formalità. Generi cinematografici di Francesco Di Chiara - indaga il rapporto con i generi cinematografici, in particolare gangster movie, melodramma e Noir, ne La sconosciuta e Il camorrista, verificandone i rimescolamenti e i rapporti con l’uso degli stessi nella Hollywood classica e nella New Hollywood. Corpo/Genere di Marina Rossi – analizza la costruzione del corpo femminile in Malèna, la sua esposizione allo sguardo maschile, la sua sovrapposizione all’immagine della “diva” Monica Bellucci, il suo rapporto con la dimensione dell’“eccesso” fisico e visivo. Soggetto di Francesca Saffioti - imposta una lettura nietzschiana de La leggenda del pianista sull’Oceano. L’Oceano esprime quelle infinite possibilità di racconto e di rappresentazione di fronte a cui Novecento è chiamato a definire la propria posizione di soggetto, secondo un tema classico della filosofia contemporanea, che è anche legato ad un tema di estetica cinematografica: come costruire un orizzonte di visione. Memoria di Giorgio Bacchiega - si occupa della “memoria”, tema focale per il regista siciliano, definendo come mediatori del ricordo le metafore dello stesso (l’immagine), i corpi, i luoghi. Metafisica di Maurizio Gagliano - esplora il tema della metafisica, attraverso una definizione dell’oggetto della questione, la sua applicazione al campo dell’arte in generale e la sua traduzione nel film di Tornatore Una pura formalità. Architetture di Sara Martin - si occupa della questione dell’architettura tornatoriana, in particolare della specificità nell’uso del “barocco”, dell’attraversamento degli spazi (la passeggiata), della “sala cinematografica”. Torna(u)tore di Marco Benoît Carbone - analizza l’“istanza autoriale” in Tornatore partendo dal cinema come processo enunciativo, per definire in che termini questo tipo di autorialità “debole” si misuri con Tornatore e la stessa idea di cinema. Passaggi di Salvatore D’Amico, infine, mostra come il regista siciliano possa essere vicino ad alcune scene de La sconosciuta come banco di prova per verificare la possibilità di un dialogo intersemiotico fra le immagini del cinema e quelle realizzate da alcuni artisti contemporanei, assumendo come riferimento le figure del “corpo”. In conclusione sono state approntate delle schede filmografiche, a cura di Domenico Giorgio. INFO Il curatore Federico Giordano (Reggio Calabria, 1978), è laureato presso il Dams di Bologna con una tesi sul paesaggio del Sud nel cinema italiano contemporaneo. È dottorando di ricerca in Studi Audiovisivi presso l’Università di Udine. Ha collaborato con i Cantieri Teatrali Koreja, la Paso Doble Film, il Festival XXI secolo. Ha frequentato il corso dell’Ente Teatrale Italiano per Operatori gestionali di teatro e spettacolo e il corso propedeutico di produzione presso la Scuola Nazionale di Cinema/Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha scritto su Cinergie, Noema, Lettere Meridiane. La casa editrice Il libro è il secondo volume della collana di cinema Lo specchio scuro/cinema controluce, inaugurata quest’anno dalla casa editrice Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria, editore dal 2006 della rivista cinematografica “Cinemasessanta”, diretta da Mino Argentieri. La collana La nuova collana è diretta dal critico cinematografico catanese Franco La Magna che è autore del primo volume della stessa con il titolo “Vi ravviso, o luoghi ameni. Vincenzo Bellini nel cinema e nella televisione”, un’ampia disamina della presenza cinematografica dell’artista catanese e delle sue composizione nel cinema nazionale ed internazionale. Lo specchio scuro/cinema controluce 1 VI RAVVISO, O LUOGHI AMENI Vincenzo Bellini nel cinema e nella televisione di Franco La Magna pp. 210 € 15,00 Vincenzo Bellini ha incarnato perfettamente il personaggio del genio romantico. Ammirato dagli artisti contemporanei, osannato dal pubblico, corteggiato e conteso dai salotti aristocratici di tutta Europa. La morte prematura lo ha consacrato al mito. Ma è soprattutto la straordinaria bellezza delle sue opere ad incantare da due secoli il pubblico mondiale. Anche il cinema e la televisione, ma soprattutto la “settima arte”, hanno contribuito in modo non indifferente ad accrescerne la fama immortale. Vi ravviso, o luoghi ameni è il racconto avvincente e appassionato della straordinaria avventura cinematografica e televisiva del “Cigno” di Catania. Oriana Schembari Addetto stampa Città del Sole Edizioni Via Ravagnese Sup. 60/A 89131 - Reggio Calabria Tel +39965.644464 Fax +39965.630176 info@cittadelsoledizioni.it www.cittadelsoledizioni.it