::: Italia Film Fest:::

L'UOMO DI VETRO

:: SCHEDA

Reg./Dir.: Stefano Incerti Scen./Script: Heidrun Schleef Salvatore Parlagreco Fot./Phot.: Pasquale Mari a.i.c. Mont./Ed.: Cecilia Zanuso Scg./Art Dir.: Mauro Passi Renato Lori Cost.: Raffaella Fantasia Mus.: Andrea Guerra Cast: David Coco Toni Sperandeo Anna Bonaiuto Prod.: Red Film con Rai Cinema Contact: Red Film Mario Rossini Tel. +39 06 37518654 E-mail: red_film@tin.it Distr.: 01 Distribution Dati tecn./Tech. data: Italia / Italy 2007 96 min. / 35 mm


:: TRAMA

“La storia di Vitale è stata un’icona degli errori commessi dallo Stato nella lotta alla mafia, la prova che la criminalità organizzata non è stata combattuta con efficacia e con strumenti idonei e che ha potuto contare su connivenze e alleanze insospettabili” (Salvatore Parlagreco). C’è davvero qualcosa di speciale nel nuovo film di Stefano Incerti che racconta con un taglio diverso una storia di mafia e non solo, scegliendo la via della quotidianità e dello scavo psicologico (la sceneggiatura è firmata da Heidrun Schleef e da Salvatore Parlagreco autore del libro omonimo da cui il film è tratto). È la storia umana di Leonardo Vitale e delle persone che lo circondano. Leonardo (da segnalare la straordinaria interpretazione di David Coco con i suoi occhi grandi e disperati) è il primo pentito di mafia che decide di rompere il muro di omertà denunciando alla magistratura il sistema mafioso. È un uomo di vetro ma non così fragile come sembra dopo il suo primo arresto. Quando torna a casa è depresso e impaurito ma la voglia di liberarsi la coscienza e di dire la verità è più forte di qualsiasi altra questione… a costo di andare contro la sua stessa famiglia. Come spesso accade Vitale pagherà duramente questa scelta coraggiosa: isolato dagli amici, dopo dodici anni vissuti tra il carcere e il manicomio giudiziario, sottoposto a numerosi elettroshock per dimostrare la sua follia (“Lo vogliono folle. Perché solo un folle può tradire la mafia”) viene ucciso nel 1984 a pochi mesi dalla sua scarcerazione.

:: BIOGRAFIA

STEFANO INCERTI Nato a Napoli il 25 luglio 1965, tra il 1977 e il 1985 realizza alcuni cortometraggi in Super8 tra questi “Persecuzione” e “Rapidi movimenti d’occhi” ottengono numerosi premi ai festival di cinema non professionale. Dopo la laurea in Giurisprudenza, inizia a lavorare come aiuto di vari registi tra i quali Martone, Corsicato, Decaro. Il suo primo film “Il verificatore” (1995), la storia di un addetto alla lettura del gas in una Napoli fredda e inospitale, viene premiato col David di Donatello e il Globo d’oro per il miglior regista esordiente, con la Grolla d’oro per la migliore regia, il premio Kodak alla Mostra del cinema di Venezia, il Premio speciale della giuria al festival di Annecy. Partecipa inoltre ai festival di Rotterdam, Thessaloniki, Londra, San Sebastian, Goteborg ecc. “Prima del tramonto” (1999) un’unica sanguinosa giornata di un cameriere arabo braccato dai killer per non aver sposato la figlia del boss, in concorso al Festival di Locarno vince il Gran Premio al festival di Annecy. Segue “La vita come viene” (2003) un affresco corale con un cast stellare: Sandrelli, Rocca, Bruni-Tedeschi, Liotti, Santamaria. “Stessa rabbia, stessa primavera” (2003) documentario su Marco Bellocchio viene presentato al Festival di Venezia. “L’uomo di vetro” (2007) è il suo ultimo film.

 

 

  

:: FILMOGRAFIA

2007 L’uomo di vetro 2003 Stessa rabbia, stessa primavera La vita come viene 1999 Prima del Tramonto 1997 Il diavolo nella bottiglia (Episodio da “I ve - su viani”) 1996 Ritratti d’autore: Francesco Rosi L’uomo di carta 1995