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Taormina Arte Award For Cinematic Excellence
Evento Speciale.
Domenica 12 Giugno
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:: ANNO DI TRANSIZIONE, ANNO DI MUTAMENTI

E’ stato un anno durissimo di lavoro e di ricerca. Sfibrante ricerca di buoni film in una stagione non particolarmente esaltante; meticolosa individuazione di personalità - da invitare per la giuria internazionale (da quest’anno torna il concorso) e per le Lezioni di cinema - assolutamente adeguate al livello cui ormai il Taormina BNL FilmFest si è affermato; accurato approfondimento e miglioramento delle esperienze vissute negli anni scorsi. Senza inutili trionfalismi, io e tutti i miei collaboratori - che ringrazio di cuore per la loro abnegazione – crediamo di avercela fatta. E bene, con tutti gli alti e bassi tecnicamente connaturati ad un festival. Il programma dei film e degli eventi è riportato nelle pagine che seguono. Un programma fittissimo ma costruito a misura d’uomo (e di donna), dove ciascun film trova un proprio posto e un’opportuna attenzione. Che è poi quello cui gli autori aspirano. Con l’edizione 2005 il festival internazionale del cinema di Taormina inaugura i suoi secondi 50 anni. Per festeggiare il compimento dei primi 50, lo scorso anno facemmo le cose in grande, e i mezzi finanziari a disposizione ce lo permisero. Ma è noto a tutti in quali condizioni versi oggi l’economia italiana e quanto pesanti siano le ripercussioni sulla cultura e sulle iniziative culturali in generale, sul cinema in particolare, soprattutto negli ultimi due anni, pur se la situazione sembrerebbe in via di miglioramento grazie agli sforzi compiuti dal neo-direttore generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Gaetano Blandini, che peraltro ha voluto prestare un nuovo segnale di fiducia al nostro lavoro e a quello del Comitato Taormina Arte che quest’evento produce. Ci troviamo tuttavia ad affrontare, come altri, un anno di transizione alquanto difficile di cui è ben consapevole l’assessore al Turismo della Regione Siciliana, Fabio Granata, che intende fortemente e sempre più sostenere in futuro il festival di Taormina per consentirgli di compiere quel salto quantitativo e qualitativo che possa definitivamente collocarlo nel panorama delle grandi manifestazioni internazionali, già essendo più che affermato in quello nazionale come ampiamente emerge dal rinnovato accordo con il nostro main sponsor, la Banca Nazionale del Lavoro, che tanto ha contribuito negli ultimi anni al rilancio del Taormina BNL FilmFest. Un ulteriore contributo in questo senso verrà certamente dalla qualificatissima presenza di critici e giornalisti di tutto il mondo che per la prima volta da quest’anno terranno a Taormina l’assemblea generale della Fédération Internationale de la Presse Cinématographique (FIPRESCI) e che avranno pertanto modo di “scoprire” il nostro festival che nulla ha da invidiare a (e anzi è invidiato da) ben più cospicuamente finanziate manifestazioni internazionali, che non hanno programmi migliori o più ricchi del nostro ma che dispongono di budget anche dieci volte superiori (e non sto certo parlando di Cannes o Berlino). Manifestazioni – temporalmente successive alla nostra - che ci fanno una guerra (una concorrenza) tanto accanita quanto ridicola e alquanto nervosa, viste le abissali disuguaglianze economiche. Guerra che consiste nel sottrarre a Taormina, con reboanti promesse e isteriche sceneggiate, film (a noi) già confermati e (da loro) neppure visionati. Basta che siano stati scelti per Taormina. Il che conferma che siamo sulla strada giusta se facciamo tanta paura ai nostri competitors. Ma chi scrive ci è abituato: gli è andata sempre così, ma alla fine le ha vinte, tutte queste guerre. Sommessamente. Un paio di considerazioni finali. Taormina ha storicamente ospitato in passato manifestazioni legate a premi dedicati al cinema italiano (David, Nastri, Ciak). Ospitato, appunto, mai creato e prodotto. Da quest’anno si cambia, e anche questo è indice di vitalità: dal 2005 il festival produce in prima persona l’evento dei riconoscimenti al cinema nazionale, potendo giovarsi di una giuria che più prestigiosa non si potrebbe e che, con una formula abbastanza rivoluzionaria, e certamente inedita, attribuisce premi che si chiamano come i giurati: Premio Mario Monicelli per il miglior regista, Premio Suso Cecchi d’Amico per la sceneggiatura, Premio Tonino Guerra per il soggetto, Premio Ennio Morricone per il compositore, Premio Giuseppe Rotunno per il direttore della fotografia, Premio Dante Ferretti per lo scenografo, Premio Roberto Perpignani per il montatore, Premio Piero Tosi per il costumista, cui si aggiungono, mediante la presenza in giuria dei loro figli, il Premio Franco Cristaldi per il produttore, il Premio Anna Magnani per l’attrice, il Premio Gian Maria Volonté per l’attore. Mentre dal 2006 verrà attribuito anche il Premio Vittorio De Seta per il miglior documentario italiano che verrà assegnato da Vittorio e dagli altri giurati. Finiti per sempre, dunque, i giochi e i giochetti. La seconda considerazione. Qualche anno fa, chi scrive e i vertici del Comitato Taormina Arte, in primis il segretario generale Antonino Panzera, furono convocati in sede ANICA (l’associazione degli industriali del cinema: produttori e distributori) per una solenne riunione con l’altro autorevole organismo rappresentativo della cinematografia italiana, l’AGIS (che, attraverso l’ANEC, rappresenta gli esercenti). Ci fu formalmente richiesto di studiare la possibilità di anticipare sempre più, da fine luglio ai primi di giugno, le date del nostro festival in modo da consentire un forte supporto promozionale ai film invitati a Taormina e in uscita in estate. Per amore del cinema e pur con un serio aggravamento dei costi sopportati da Taormina Arte ci prestammo volentieri a sostenere con il nostro festival la stagione estiva (mai prima esistita, unico Paese europeo). Sembrava che le cose potessero andare in questa direzione. Ci avvediamo oggi che si trattava di una pura e ingenua illusione. Tranne casi sporadici, e pochissimi titoli (2-3), né i distributori né gli esercenti hanno voglia di rischiare veramente di lanciare i loro film in estate, nonostante oggi esistano strutture come i multiplex perfettamente adeguati alla bisogna sul modello di quasi tutti gli altri Paesi. Ma noi non siamo un Paese normale: gran parte dei film annunciati per l’estate sono stati spostati in autunno. E allora: se il cinema d’estate non fa nulla per Taormina, perché Taormina dovrebbe continuare a fare qualcosa per il cinema d’estate? Riprendiamoci dunque definitivamente – è la mia proposta – le nostre date dell’ultima decade di luglio, come sempre in passato. Ne saranno particolarmente felici i giovani e gli studenti che, appassionati al nostro festival, ne hanno sempre contestato le date di giugno, piene di esami universitari e di fine corso scolastico. I giovani e gli studenti sono in definitiva il pubblico principale cui il cinema (e i festival) si rivolgono. Senza i quali il cinema (e i festival) morirebbero. E né loro né noi ne abbiamo voglia alcuna.


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