Sciuscià
Nell'edizione restaurata dal
Centro Sperimentale-Cineteca Nazionale
Reg.:
Vittorio De Sica
Scen.:
Sergio Amidei
Adolfo Franci
Cesare G. Viola
Cesare Zavattini
Fot.:
Anchise Brizzi
Mont.:
Nicolò Lazzari
Mus.:
Alessandro Cicognini
Scg.:
Giulio Lombardozzi
Int.:
Franco Interlenghi (Pasquale)
Rinaldo Smordoni (Giuseppe)
Aniello Mele (Raffaele)
Bruno Ortenzi (Arcangeli)
Emilio Cigoli (Staffera)
Gino Saltamerenda (il "Panza")
Anna Pedoni (Nannarella)
Enrico De Silva (Giorgio)
Antonio Lo Nigro (Richetto)
Leo Garavaglia (il commissario di P. S.)
Antonio Nicotra (Bartoli, l'assistente sociale)
Giuseppe Spadaro (l'avvocato Bonavino)
Irene Smordoni (la mamma di Giuseppe)
Prod.:
Paolo William Tamburella
Orig.:
Italia 1946
95' / v.o. italiano / 35mm
Roma, immediato dopoguerra. Pasquale e Giuseppe, sono due piccoli
sciuscià romani che vivono, al pari di numerosi loro coetanei,
di espedienti, ovvero lucidando le scarpe ai soldati americani e
dedicandosi a piccoli commerci. Queste lucrose, se pur non del tutto
lecite, attività consentono loro di comprarsi un cavallo
bianco a lungo desiderato. Coinvolti loro malgrado, dal fratello
di Giuseppe, in una rapina vengono inviati al riformatorio in attesa
di giudizio. Il tempo trascorre senza che i due ragazzi vengano
giudicati e frattanto la loro vita nel riformatorio si fa sempre
più penosa. Contornati da una massa di disgraziati, precocemente
traviati, di cui soltanto pochi fanno eccezione e mostrano i veri
sentimenti confacenti alla loro età, maltrattati talvolta
ingiustamente e comunque sempre inumanamente dai guardiani e dai
dirigenti, i loro animi si inaridiscono. Durante una proiezione
cinematografica, i due ragazzi insieme ad altri tre carcerati riescono
a fuggire. Ma Pasquale viene riacciuffato subito dopo insieme agli
altri due e sentendosi abbandonato, decide di accompagnare la polizia
a riprendere Giuseppe, nascosto nel luogo dove tenevano il cavallo.
Non appena scopre che l'amico è fuggito con il cavallo, decide
di inseguirlo e per un tragico incidente lo fa cadere da un ponte
uccidendolo.
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