Il cappotto
Reg.:
Alberto Lattuada
Sogg.:
dalla novella omonima di Nikolaj Vasilevic Gogol (1842)
Scen.:
libera riduzione di
Alberto Lattuada
Giorgio Prosperi
Giordano corsi
Enzo Currelli
Luigi Malerba
Leonardo Sinisgalli
Cesare Zavattini
Fot.:
Mario Montuori
Mont.:
Eraldo Da Roma
Mus.:
Felice Lattuada
Scg.:
Gianni Polidori
Cos.:
Dario Cecchi
Int.:
Renato Rascel (Carmine De Carmine)
Yvonne sanson (Caterina)
Giulio stival (il sindaco)
Ettore Mattia (il segretario generale)
Giulio Calì (il sarto)
Antonella Lualdi (la figlia del sindaco)
Prod.:
Faro-Film
Orig.:
Italia 1952
85' / v.o. italiano / 35mm
Pavia, anni '30. Il copista d'archivio Carmine De Carmine, vive
a pensione in una modesta cameretta. Il povero stipendio non gli
consente di acquistare il cappotto nuovo di cui avrebbe bisogno,
ma un giorno gli si presenta l'occasione: avendo ascoltato per caso
una conversazione di tra due costruttori a proposito di un affare
illegale in cui è coinvolto anche il comune, il segretario
generale lo mette a tacere offrendogli uncongruo anticipo dello
stipendio. Carmine ordina immediatamente al suo sarto un cappotto
nuovo. Con il nuovo soprabito Carmine dimostra una maggiore fiducia
in se stesso. Invitato insieme a tutti i suoi colleghi a trascorrere
la festa di Capodanno a casa del segretario generale, De Carmine,
ubriaco, scandalizza il sindaco ballando con la sua amante Caterina.
Sulla strada di casa viene derubato del cappotto e alcuni giorni
dopo muore dal dolore. Il suo funerale, seguito solo dal sarto,
interrompe il discorso del sindaco - che non aveva voluto aiutarlo
dopo il furto - durante una cerimonia pubblica in piazza. Dopo aver
giocato alcuni scherzi agli abitanti della città, il fantasma
di De Carmine appare anche al sindaco terrorizzato nello stesso
punto dove era stato rubato il cappotto.
|