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Il Festival delle Idee

Si conclude il TaorminaFilmFest, anche quest'anno con un bilancio positivo. "Quello che conta sono le idee che i film trasmettono in tutto il mondo - ha commentato il direttore artistico, Felice Laudadio - Noi usiamo un linguaggio di espressione artistica, come quello cinematografico, che è complesso. Per questa edizione abbiamo voluto fare una 'guerra alla guerra', come dimostrano i film che abbiamo scelto: Apocalypse Now, Tigerland, Edges of the Lord, Enigma, To end all wars. Ed anche una guerra all'Aids, malattia che devasta, un paese quale l'Africa, che l'Occidente tenta di tagliare fuori". Per questo, abbiamo chiesto a Miriam Makeba - al TaorminaFilmFest per il concerto della serata conclusiva - di essere la nostra ambasciatrice per la pace. "Miriam Makeba - ha continuato Laudadio - è stata vittima dell'apartheid, per cui nessuno meglio di lei può consegnarci una forte testimonianza delle ingiustizie che ancora oggi vive l'Africa".
E' stata anche un'edizione caratterizzata da ospiti di grande prestigio, da nomi storici del cinema italiano e internazionale, da Alberto Sordi a Jennifer Jason Leigh, da Gina
Lollobrigida a Vittorio Storaro, da Emir Kusturica a Ettore Scol, da Gillo Pontecorvo a Ivan Reitman, da Giancarlo Giannini a Jamie Bell…
Un bilancio positivo, quello del FilmFest, che ha tracciato nuovi orizzonti anche per quanto riguarda le nuove promesse del cinema con "I Siciliani", la sezione dedicata ad attori e registi emergenti.
Una novità, per quanto riguarda il prossimo anno, sarà invece la programmazione al Teatro Antico. "Riporteremo un cinema più popolare - ha annunciato Laudadio - per aprirci ad un pubblico ancora più vasto, anche se in queste serate il Teatro Antico ha registrato una media di oltre quattromila spettatori a sera. Un'altra direttiva sarà invece quella di 'blindare' il festival, in modo da non creare false aspettative nel pubblico, poiché il nostro obiettivo principale restano i film e le idee".
"Non posso che essere soddisfatto dai risultati di questa edizione - ha commentato Mario Bolognari, presidente del Comitato TaorminaArte - Ci eravamo dati tre anni di tempo per uscire dal limbo, per dare a questo festival un'identità: ci siamo riusciti. La formula del Made in English ben si concilia con la cultura mediterranea di Taormina: in questa alchimia vi è una coincidenza perfetta di obiettivi che caratterizzano una scelta complessa e difficile come la nostra. Il TaorminaFilmFest è soprattutto una scelta di impegno culturale, che si espande oltre i confini di questo territorio". Quest'anno sono stati coinvolti anche i commercianti e gli operatori culturali di Taormina. Gli esercenti hanno partecipato al festival anche attraverso tre simpatici concorsi che hanno legato la gastronomia al cinema.